16 DICEMBRE TRA IMU E TASI

casa-soldi-675Natale è alle porte e dobbiamo fare i conti con la vicina scadenza del 16 per il saldo di IMU e TASI.

Ecco le situazioni che possiamo trovarci davanti.

Ma prima un cavallo di battaglia.

CASA DATA IN USO AI FIGLI

Il tributarista di Noale, Alberto De Franceschi, già a luglio 2013 era finito nelle pagine dei giornali  per aver trovato l’escamotage sulla casa data in uso ai figli. “Se tu genitore – spiega De Franceschi – hai due case, e una la dai in uso gratuito ai figli, questa è considerata come seconda casa. Ma dentro ci sono i figli che dovrebbero poter godere di Continue reading

La Nuova Venezia 15/6/15 : il parere di Alberto De Franceschi su ACCONTO IMU e TASI

Acconto di Tasi e Imu, sportelli dedicati e code

Pochi Comuni hanno rivisto le aliquote, negli altri si paga la metà di quanto versato nel 2014. Aumenti a Portogruaro e Martellago, riduzioni a Chioggia e Concordia di Francesco Furlan

( link all’articolo originale )

Scade martedì 16 il termine entro il quale anche i contribuenti veneziani sono chiamati a pagare l’acconto – pari al 50 per cento – di Tasi e di Imu calcolato, nella maggioranza dei casi, sulle aliquote delle scorso anno dal momento che i Comuni avranno tempo fino a fine ottobre per apporvi ulteriori modifiche.

Il saldo delle due imposte, cioè il restante 50 per cento, andrà pagato entro il 16 dicembre. l’Imu è un’imposta patrimoniale mentre la Tasi è un’imposta sui servizi indivisibili come la polizia municipale o la tutela dell’ambiente. Insieme, Tasi e Imu compongono la Iuc, l’imposta unica comunale.

Come noto la Tasi dovrà essere pagata da tutti i proprietari di casa e – in quote variabili e seconda delle decisioni dei comuni tra il 10 e il 30% – dagli inquilini in affitto. Al momento sono una decina i Comuni che, rispetto allo scorso anno, hanno rivisto le aliquote. A Martellago, ad esempio, è passata dall’1,8 per mille al 2,2; a Portogruaro, dopo un lungo dibattito, è salita dal 2 al 2,5 così come al 2,5 è ad Annone Veneto, dove l’anno scorso era a zero. Continue reading

E INCONTRO FU…. IMU AGEVOLATA SOLO AD UN FIGLIO

IncontroBeretta4Si è tenuto l’incontro con il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta (venerdì 8/11) proposto dalla diretta televisiva di Mi Manda RAI Tre, durante il quale ho consegnato lo studio sul diritto di abitazione quale soluzione alternativa al comodato d’uso. Nell’incontro che a breve sarà trasmesso nella trasmissione “IL FARO economia in luce “del 25/11/2013 alle ore 13 su AntennaTre (canale 13 digitale terrestre), ho avuto modo di chiarire alcuni aspetti delle recenti variazioni sull’IMU. Ciò che mi ha lasciato perplesso è il fatto che la soluzione di dare le agevolazioni IMU ai contratti  in comodato d’uso esclusivamente ad un figlio è una scelta voluta, ritenendo che chi ha più case e più figli ha le disponibilità economiche per far redigere rogiti o altro. Inoltre l’ISEE è totalmente demandato ai comuni (per la definizione soglie, aliquote, detrazioni, etc.) ristornando unicamente 18,5 milioni di Euro contro i 37 necessari per l’esenzione totale, come dire: comuni,  attuate voi il taglio e le relative pessime conseguenze!
L’unica buona notizia è sul fronte giuridico, infatti queste “agevolazioni” volgono esclusivamente per i comodati  d’uso mentre per chi ha il diritto di abitazione rimane il vantaggio della prima casa esclusiva (senza ISEE o altre limitazioni). Stiamo ora a vedere cosa i comuni ci diranno entro il prossimo 9 dicembre.
Nel frattempo oggi la stampa annuncia:

FONTE: Il Gazzettino del 17/11/2013 inserto Venezia pagina XII locale Mestre

FONTE: Il Gazzettino del 17/11/2013 inserto Venezia pagina XII locale Mestre

Servizio Ballaro’

Logo_BallaròIeri sera (8 ottobre 2013 ore 21 circa) la trasmissione Ballarò ha messo in onda un servizio con un mio breve intervento. Chiaramente a scanso di fraintendimenti si ribadisce che l’azione proposta con il diritto di abitazione non è mai stata intesa né a eludere né a evadere le imposte ma si propone quale strumento per riallineare una iniqua tassazione su cittadini italiani con pari diritti.

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A completamento del lavoro svolto ripostiamo la traccia per la costituzione del diritto di abitazione e la lettera di accompagnamento da protocollare in comune. Si ribadisce il consiglio di utilizzare il materiale affiancati da un serio professionista che entri nel merito dei vostri specifici casi.

Modulistica

Modello costituzione diritto di abitazione
Modello presentazione documentazione al comune.

Quando manca il confronto …..

confrontoCon riferimento alla questione della variazione del soggetto passivo d’imposta ai fini IMU, per effetto della costituzione di un diritto reale di abitazione, a fronte delle molte osservazioni formulate al riguardo sia sul sito web defranceschialberto.wordpress.com, sia sulla stampa nazionale e locale, appare opportuno intervenire nuovamente, al fine di dissipare alcuni equivoci che tale – invero inaspettato – clamore rischia di generare.

Fermo restando, infatti, quanto sin dall’inizio osservato, circa la radicale diversità tra i concetti di forma scritta (richiesta dall’art. 1350 c.c. ad substantiam per l’esistenza stessa del contratto costitutivo di diritto reale, come quello di cui si discute), pubblicità (da attuarsi mediante trascrizione dell’atto nei pubblici registri immobiliari al solo fine di rendere l’atto in parola opponibile ad eventuali terzi che avanzino pretese contrastanti con il diritto del soggetto a favore del quale il diritto reale in parola è stato costituito, ed ai quali l’atto stesso non sia stato portato a diretta conoscenza in altro modo) e atto pubblico (particolare specie di forma scritta, in questo caso richiesta ai soli fini della trascrizione nei pubblici registri immobiliari del contratto in questione), è doveroso precisare che mai lo scrivente ha inteso avvallare o favorire forme di elusione della vigente normativa tributaria.

Vero è infatti che l’iniziativa di pubblicare, all’interno del mio sito internet, un modello-base di atto costitutivo di diritto reale di abitazione – corredato da un parere professionale volto a fornire un minimo inquadramento giuridico alla questione – è stata sin dall’inizio volta unicamente a rendere noto agli interessati tale istituto, previsto dal nostro ordinamento giuridico ma poco conosciuto, evidenziandone altresì le conseguenze pratiche in materia di soggettività passiva di imposta ai fini IMU.

Spetterà poi a ciascun interessato – eventualmente assistito da un professionista di sua fiducia – valutare, in funzione delle particolarità del caso concreto e delle esigenze dei soggetti coinvolti, se sia preferibile fare ricorso a tale istituto, piuttosto che a quello del comodato, della donazione o della locazione, solo per citarne alcuni.

Mi sembra quindi superfluo – ma evidentemente, considerate le numerose critiche pervenute da parte di soggetti probabilmente meno ingenui di me, così superfluo non è – evidenziare che, nel compiere tale valutazione di opportunità, i diretti interessati dovranno rispettare tanto la lettera, quanto lo spirito della legge, astenendosi dal porre in essere operazioni di elusione fiscale.

Nel rimarcare tale aspetto, non posso tuttavia non sottolineare che neppure l’atto pubblico, in sé e per sé considerato, è sufficiente ad escludere operazioni elusive o simulate, ben potendo dimostrarsi la simulazione e la preordinazione ad un fine meramente elusivo – ove ne ricorrano i presupposti – di un contratto costitutivo di diritto reale di abitazione (o di compravendita, o di costituzione di usufrutto, e via dicendo) anche se stipulato per atto pubblico e trascritto nei registri immobiliari.

Quindi, rispetto della normativa, anche tributaria, vigente, ma rispetto sempre, sia in caso di scrittura privata redatta dalle parti autonomamente, sia di atto predisposto con l’ausilio e l’assistenza di professionisti, sia financo in caso di contratto concluso per atto pubblico.

Ciò vale anche a dissipare eventuali dubbi avanzati circa la sussistenza di una causa, dalla legge sempre richiesta a pena di nullità, del contratto costitutivo del diritto reale in parola: mentre la causa astratta, o tipica, di esso è fornita dallo stesso legislatore, e consiste appunto nel creare un diritto reale parziario a favore di un soggetto, a fronte di un corrispettivo economico o di altro interesse lato sensu patrimoniale del soggetto concedente (se si trattasse di attribuzione dettata da mero spirito di liberalità, infatti, ci si troverebbe al cospetto di una

donazione, da farsi per atto pubblico a pena di nullità), la causa concreta andrà ricercata all’interno di ciascuna fattispecie, e sarà in tanto meritevole di tutela, in quanto non abbia carattere illecito, come è invece nel caso in cui l’unico scopo pratico perseguito dalle parti sia quello di ottenere un indebito vantaggio fiscale.

Al pari delle precedenti riflessioni in materia di elusione e simulazione, anche quanto qui detto vale, chiaramente, sia per le semplici scritture private, sia per i più formali atti pubblici.

Auspico di avere in tal modo esaurientemente dissipato eventuali dubbi circa la bontà di quanto esposto e messo a disposizione del pubblico tramite il mio sito internet, la cui correttezza e conformità al dettato legislativo – che qui ribadisco – non può essere revocata in dubbio sulla base di mere considerazioni di opportunità. È stato infatti osservato che il diritto di abitazione non può essere sottoposto a pignoramento; che lo stesso, ove non trascritto, non può essere opposto ad eventuali nuovi acquirenti dell’immobile ovvero ad insoddisfatti creditori del proprietario che intendano aggredire esecutivamente l’immobile stesso, onde soddisfarsi sul ricavato della vendita; che costituendo il menzionato diritto di abitazione il proprietario si troverebbe privato della disponibilità dell’immobile per un periodo di tempo potenzialmente anche molto lungo.

Si tratta, indubbiamente, di considerazioni corrette (mentre altrettanto non può dirsi per l’osservazione, priva di fondamento giuridico, secondo cui l’immobile non potrà essere venduto senza il consenso del titolare del diritto di abitazione), ma fondate su mere ragioni di opportunità. Ancora una volta, spetterà quindi ai singoli interessati valutare le conseguenze pratiche di ciascuna opzione e decidere quale, tra le molte possibili ed ugualmente corrette, sia la formula più adatta al caso concreto, e proprio in tale frangente sarà prezioso l’intervento di eventuali professionisti ed esperti della materia (quali, ad esempio, notai, avvocati, commercialisti, tributaristi, etc.), chiamati ad assistere i clienti fornendo loro gli strumenti per comprendere appieno il significato, non solo teorico ma soprattutto pratico, dell’atto che si accingono a concludere.

Ove poi vi fossero argomentazioni contrarie, basate non già su valutazioni di opportunità, ma su più pregnanti considerazioni di carattere tecnico-giuridico, queste potranno certamente essere fatte valere dai diretti interessati in un eventuale contenzioso avanti l’Autorità Giudiziaria, che è, come noto, l’unica competente a sindacare la bontà delle contrapposte posizioni ed a pronunciarsi, con autorità di giudicato, su tali questioni.

Per concludere, infine, non posso che dichiarare tutta la mia disponibilità ad un confronto costruttivo sull’argomento, nell’interesse della generalità dei cittadini, come ho fatto anche in occasione della trasmissione in diretta  Ore 13  del 16 settembre 2013 andata in onda su AntennaTre,  dove volutamente è stato invitato a discutere chi era di parere contrario,  auspicando al contempo che i miei oppositori riescano a condurre responsabilmente tale confronto dialettico, senza scadere – come purtroppo è talvolta accaduto – in inutili contestazioni rivolte alla mia persona le quali, lungi dallo sminuire la bontà della mia tesi, altro non fanno che denotare l’altrui pochezza di argomenti.