MA IL VENETO RESTA SEMPRE A BOCCA ASCIUTTA?

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Da una tabella proposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vediamo che delle opere pubbliche incompiute (ben 34) ne rimangono da fare 34, cioè tutte.

“Mi fa alterare – attacca il tributarista Alberto De Franceschi –  che si parla di opere pubbliche come la Pedemontana che è ancora ferma per le diatribe tra JP Morgan e la Cassa Depositi e Prestiti e ancorata da uno stato che non sblocca i fondi”.

Dalla Regione fanno sapere che la Pedemontana, quella Salerno Reggio Calabria del Nordest che è già costata allo Stato ben 615 milioni di euro, ben oltre i 243 milioni ipotizzati nel 2003, si farà.

Attualmente per far ripartire i lavori mancano 1,6 miliardi, per completare questa arteria che collega le province di Treviso e Vicenza. Da mesi il governatore del Veneto, Luca Zaia sta conducendo una battaglia con il premier Matteo Renzi perché venga dato via libera a un prestito obbligazionario garantito dalla Cassa Depositi. Nel 2003 la superstrada viene dichiarata tra le infrastrutture di interesse nazionale per le quali concorre l’interresse regionale. Ma con il passare degli anni i costi dell’opera sono lievitati.

“Inutile dire – dice De Franceschi – che i 576.287.353 milioni di euro sono fermi in cerca di una copertura. Nella lista locale delle opere incompiute possiamo leggere anche quei 122.900.000 milioni di euro sul riequilibrio geologico di Venezia. Poi se proseguendo nella lettura della tabellina, credo che, nelle 113 opere pubbliche della autonoma regione Sicilia (quella che poi richiede fondi allo stato per pareggiare il bilancio regionale), così come nelle 91 opere della Puglia, e in quelle 53 del Lazio, ci siano di sicuro opere dove la magistratura oggi ha molto da indagare. Opere simili alla storia del Mose per intenderci. Insomma chi ci governa – incalza De Franceschi – continua tranquillamente a usare il Veneto come un salvadanaio dove attingere i fondi per pagare tutto, ma non pensa minimamente a investire sulle opere infrastrutturali pubbliche. Così facendo si fa perdere la competitività economica alla regione, che, senza opere, deve competere con chi di fondi ne investe continuamente (vedi Germania, Austria, Croazia e via dicendo).“Oggi – scrive la Corte dei Conti in una relazione del dicembre 2015 – il costo di realizzazione ha superato, con gli oneri capitalizzati, i 3 miliardi, anche a causa del necessario, continuo miglioramento progettuale e delle opere compensative richieste dagli enti locali». I problemi starebbero tutti nelle difficoltà di recuperare i soldi necessari a finanziare l’opera. Nella relazione della Corte infatti si legge che a oltre sei anni dalla stipula della convenzione non è ancora disponibile gran parte del capitale privato per la realizzazione dell’opera.

Riflettiamoci sopra perché le vittime della crisi pagano questo pegno perdendo la propria azienda, il proprio lavoro, la propria casa e via dicendo e purtroppo nella tecnica della “distrazione di massa” tutto passa sottobanco”.

 

Ufficio Stampa Alberto De Franceschi,

esperto di fiscalità e tributarista

Noale, 5 novembre 2016

 

 

LA LISTA DELLE OPERE INCOMPIUTE E RENZI CI PARLA DI PONTE DI MESSINA?

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PER NON FARE SI CONTINUA A SOGNARE

Ecco la riprova di ciò che andavo dicendo nella trasmissione Focus, condotta da Luigi Bacialli, mercoledì in prima serata. La puntata è quella del 28 settembre 2016 di cui qui vi alleghiamo il link, dal 23 esimo minuto.

http://www.reteveneta.it/videotube_produzioni.aspx?produzione=focus

E il tema da me lanciato era proprio questo: ALLORA IL PONTE DI MESSINA Sì E LA PEDEMONTANA NO. Ebbene, oggi trovo in rassegna stampa i dati a conferma di quanto avevo già evidenziato.

Perchè continuare a ostentare il “PONTE RENZIANO” quando ci sono ancora  #diciannove#miliardi bloccati sulle grandi opere (#pedemontana € 576.287.353).

E gli stanziamenti non sono neppure presenti nel #DEF (Documento economia e finanza) presentato dal Ministro #Padoan, che come abbiamo visto ieri è pure#doppato da un #PIL (Prodotto Interno Lordo) al 1%.

Oggi per difendersi definisce il valore “realizzabile”. Ecco, io mi chiedo come possa essere realizzabile visto che si bloccano le opere che contribuiscono proprio ad alimentare la crescita del #PIL?

Ma i conti dobbiamo farceli soltanto noi? I falsi in bilancio esistono solo per noi? Oggi Libero esce con una lunga lista di opere INCONCLUSE E CHE FORSE NON SARANNO MAI REALIZZATE E RENZI CI PARLA DI PONTE DI MESSINA?

….. to be continued …. (dopo il referendum)