RIMBORSI TORNADO, CHI CI GUADAGNA SONO SOLO LE BANCHE

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Torna il Movimento Cinque Stelle con la consigliera Valentina Peruzzo e il deputato Emanuele Cozzolino sulla questione dei rimborsi per le vittime del tornado che ha colpito la #Riviera del Brenta l’8 luglio scorso. A far discutere stavolta è il passaggio obbligato che si è costretti a fare con le banche che concedono il finanziamento per la ricostruzione.

“L’unica insoddisfazione che permane riguarda il passaggio obbligato per le banche – dicono gli esponenti pentastellati – che ancora una volta ci guadagneranno, e quell’articolo 81 della nostra carta costituzionale, che limita la disponibilità economica dello Stato, anche in caso di calamità. Occasione persa, per chi vuole riformare la Costituzione, per fare l’unica cosa veramente intelligente”.
Il deputato Cozzolino già nei giorni scorsi era intervenuto nel merito facendo chiarezza in merito alla modalità di erogazione del contributo. In quanto “vengono sostenute delle spese per produrre la documentazione e si deve avere la certezza se si riceve un contributo o un finanziamento agevolato che matura il credito d’imposta da compensare”.

La questione era sorta in seguito alla denuncia fatta dall’esperto professionista di Noale, Alberto #DeFranceschi che studiando la normativa aveva smascherato come in realtà i contributi sono veri e propri mutui.

“Le vittime – spiega De Franceschi – per ottenere il rimborso del danno subito dovranno sottoscrivere un finanziamento / mutuo con oneri bancari e finanziari (questo precisato sia in circolare ministeriale che al question time). Le rate di questo mutuo generano un credito d’imposta che viene ceduto alla banca che lo recupera con i flussi che versa periodicamente all’ Erario. Da questo emerge che sì, le vittime non pagano nulla, ma lo Stato (vittime comprese) pagherà interessi e altro. Non essendo poi nota la modalità di cessione del credito d’imposta ed essendo un finanziamento con durata massima di 25 anni, le vittime essendo i soggetti che hanno sottoscritto il finanziamento ne fanno da garanti. Anche se non pagheranno direttamente è da capire come li coinvolge la garanzia sul finanziamento, qualora il meccanismo così architettato non giri come previsto e fallisca per effeto di revoche, fallimenti bancari, assenza di flussi con l’erario. E a oggi non c’è una circolare specifica dell’ Agenzia delle Entrate”.

Posizione comunque in parte ribadita anche dal Governo. “L’ufficio tecnico dell’amministrazione di Pianiga aveva già posto il medesimo quesito alla Regione chiedendo chiarimento in merito alla liquidazione del contributo – dicono i pentastellati – Non avendo ricevuto alcuna risposta, abbiamo presentato un’ interrogazione il 21 settembre scorso al Ministro Padoan. Ci preoccupava il fatto che i cittadini in maggior difficoltà economica non potessero fruire della misura agevolativa, nel caso in cui il credito d’imposta potesse essere utilizzato solo in compensazione”.

Nella sua risposta il viceministro #Zanetti ci ha detto che il credito d’imposta sarà utilizzato dal beneficiario del finanziamento per corrispondere alla banca le rate di rimborso del finanziamento stesso. In tal modo, i cittadini e le imprese beneficiari fruiscono unicamente della provvista finanziaria, senza dover versare rate di capitale o di interessi, il cui onere viene scontato dagli istituti di credito direttamente nei confronti dell’erario. L’ unica insoddisfazione che permane riguarda il passaggio obbligato per le banche che ci guadagneranno”.

Ufficio Stampa: tributarista Alberto De Franceschi e Deputato Emanuele Cozzolino

Noale, 30 settembre 2016

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MUTUI SPACCIATI COME CONTRIBUTI, LA NOSTRA REPLICA

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L’ASSESSORE DI DOLO CI ATTACCA, DICENDO CHE ABBIAMO TORTO, MA NOI ABBIAMO STUDIATO LA NORMATIVA 

Apprendiamo  che l’assessore Matteo Bellomo ha dichiarato sulla stampa che c’è chi fa terrorismo psicologico.
Volevo rispondere all’assessore che in quanto professionale e professionista, ho letto e studiato attentamente la normativa.
Non serve un genio per capire che quelli che il Governo spaccia per contributi sono veri e propri mutui.

È sempre svilente leggere le cronache di un assessore che invece di ragionare sul fatto che se i suoi concittadini chiedono chiarimenti in giro, la comunicazione fatta sul tema “CONTRIBUTI” vittime tornado è stata insufficiente.
In 449 giorni che ha fatto?
Di sicuro non ha né fornito la certezza sul metodo di utilizzo e funzionamento, né con obiettività, al di là della propria appartenenza politica, ha spiegato che siamo in presenza di mutui con pagamento di interessi e oneri.

Mi chiedo se sapete leggere le norme.
Come previsto in finanziaria e ribadito al question time i contributi, ossia i mutui, in primis obbligano le vittime sino alla loro scadenza (25 anni) a eventuali revoche.

Poi sempre per chiarezza quando si dice (ma è chiaro che a Lei caro assessore non le conviene visto l’appartenenza politica) che paga lo Stato significa che paghiamo tutti noi vittime comprese.

La Sua comunicazione per nulla chiara, ha indotto le persone a fare domande.
Ciò significa che la gente “scopre” e quindi la fiducia cade ed è lei che necessita di visibilità per giustificare.

Il question time, da Lei smentito, ma su cui esiste documentazione, nasce dall’esigenza di mettere nero su bianco la problematica. Avrebbe dovuto farlo lei, ma evidentemente non le son bastati 449 giorni.

Poi altri cosa, per fare chiarezza e proprio per la sua appartenenza politica, Le chiedo ma quelle accise pagate sul terremoto in Irpinia e le altre 42 calamità in corso pagate in base alla situazione di cassa che nel nostro caso privano una eguale dignità di indennizzo non hanno priorità di intervento normativo?

La proposta di Legge sul tema e l’utilizzo di pari metodi di contribuzione con denaro cash e non avvalli su cambiali tratte non merita attenzione sua e del suo gruppo politico?

Evidentemente no perché giace nei cassetti del parlamento da due anni. Meglio non dire queste cose altrimenti la sedia….
Concludo. Per quanto mi riguarda non appartengo a nessun movimento politico e il mio parere l’ho scritto pubblicato e consegnato gratuitamente.

La pochezza delle sue accuse sinceramente mi fa specie solo per il basso profilo che hanno.

Alberto De Franceschi

CONTRIBUTI TORNADO? LA DENUNCIA DI DE FRANCESCHI FINISCE A ROMA

 

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CONTRIBUTI TORNADO? ECCO COME LO STATO PENSA ALLE PROPRIE VITTIME. LA DENUNCIA DI DE FRANCESCHI FINISCE A ROMA

La denuncia dell’esperto tributarista Alberto De Franceschi giunge fino in Parlamento.

È stato discusso il 22 settembre al question time della VI Commissione della Camera dei Deputati il punto riguardante gli eventi calamitosi previsto nella legge di stabilità del 2016.

Il punto controverso, che è quello dal tributarista sollevato, è che alle famiglie colpite dal tornado, lo Stato fa passare per contributi quelli che in realtà sono dei veri e propri mutui, dei finanziamenti di durata venticinquennale.

Il tributarista pochi giorni fa, anche con un articolo su La Nuova Venezia Mestre, aveva denunciato la cosa ed espresso tutto il proprio rammarico, in quanto non si può chiedere a dei cittadini vittime di calamità naturali di contrarre un mutuo ultraventennale. Inoltre aveva detto “ci sono molti punti controversi e oscuri sulla legge”. A recepire la denuncia, una consigliera pentastellata di Dolo, Valentina Peruzzo che ieri in Facebook nel gruppo de Associazione Famiglie Tornado 8 luglio 2015, ha postato il question time.

“Con il documento in esame – si legge – gli onorevoli (Villarosa e altri ndr) interroganti richiamano gli eventi calamitosi che hanno interessato in Veneto la riviera del Brenta nel luglio 2015. Gli Onorevoli evidenziano che, per far fronte a esigenze emergenziali, l’articolo 1, commi da 422 a 428, della legge 28 dicembre 2015, n.208 (legge di stabilità per il 2016), in attuazione dell’articolo 2, lettera d, della legge n.225 del 1992, prevede che siano concessi contributi a favore dei soggetti coinvolti.

Gli interroganti ritengono che la misura del finanziamento agevolato con fruizione del credito d’imposta non è adeguata a risolvere i disagi causati da calamità naturali in quanto questa procedura comunque comporta il pagamento di costi bancari e il rischio di insolvenza, nonché l’eventualità per gli interessati di non poter fruire del credito d’imposta per capienza”.

Insomma come aveva detto De Franceschi, un mutuo che comporta il pagamento di interessi e il rischio che qualora non si paghi, si veda pignorata anche la casa che si sta tentando di costruire.

Una presa in giro aveva commentato il consigliere regionale Roberto Marcato.

Ora il tributarista nuovamente incalza.

“Alla luce di quanto emerso dalla risposta ricevuta ieri – dice De Franceschi – finalmente un documento fisico dal quale il Governo specifica alcuni punti: la concessione di un credito d’imposta, non soldi quindi, ma crediti; l’erogazione da parte delle banche convenzionate di un finanziamento, leggi MUTUO, a tassi agevolati, quindi con interessi passivi e oneri finanziari, sottoscritto dalle vittime della calamità; la cessione del credito maturato in base al piano di ammortamento, quindi quota capitale più interessi, più eventuali altri oneri bancari; banche che utilizzeranno i crediti in compensazione con i propri debiti (sappiamo in che stato versano le banche!) e flussi verso l’erario; oltre alla facoltà dell’ente a controllo di verificare, sospendere e modificare in base alle opere eseguite i parametri e i crediti d’imposta dati alle vittime. Mi viene da dire che se a un lato c’è chiarezza, dall’altro NON POSSO NON RILEVARE L’ENNESIMO REGALO CHE LO STATO E QUINDI NOI FACCIAMO ALLE BANCHE. Queste nuovamente guadagneranno sulle disgrazie, VISTO CHE LE SOMME EROGATE E IN AMMORTAMENTO PRODUCONO INTERESSI COME DETTO.

MA NON è TUTTO.

L’esperto professionista fa riflettere su una cosa: “mi chiedo come verrà ceduto il credito, a esempio quando una banca, che non è più garantita dallo Stato dal 1.gennaio 2016, entra in una situazione di crisi e sofferenza, come farà ad affrontare la situazione? Non era più semplice dare alle vittime la possibilità di utilizzare il credito mediante la compensazione sulle somme da versare allo Stato? E poi altra cosa – aggiunge l’esperto – perché non prevedere il rimborso diretto del credito? Cioè dare la possibilità ai cittadini di richiedere il rimborso del contributo d’imposta con verifiche e controlli preventivi? Che differenza fa se una vittima dopo questa sciagura vuole andare a vivere in un altro luogo?”

Infatti come prevede la normativa c’è il vincolo che le vittime del tornado e non solo, vale per tutti i colpiti dalle calamità, quindi ora anche per i terremotati, debbano ricostruire l’edificio esattamente dove sorgeva la vecchia abitazione.

Ufficio stampa Alberto De Franceschi

Noale, 23 settembre 2016

 

LE INVASIONI BANCARIE

12170443_10207903973701853_2039183893_nMolto si è discusso in questi giorni quando è apparsa la notizia di un giovane di 27 anni a cui una banca non ha permesso di accedere al credito se non con le garanzie patrimoniali (c.d.”la firma”) dei genitori, anche in presenza di un fatturato in crescita e la richiesta verso la banca, era sorta per aumentare il proprio organico dei dipendenti.

Il caso merita quindi una riflessione. Ma qual è il business model della banca?

Ad analizzare quello in uso sin dall’inizio del XV secolo a Firenze dove sorsero le “lettere di credito e buoni del tesoro” e un’ottantina di banche facevano prestiti a Re, Imperatori e Papi, è quello che nasce dal semplice meccanismo di raccogliere denaro da risparmiatori e concederlo in prestito ad altri.
In questo semplice meccanismo ci sono due momenti fondamentali:
il primo, quando il denaro viene concesso per farlo fruttare, il secondo quanto viene dato in prestito ricevendo un compenso.

La differenza tra i due tassi d’interesse rappresenta il guadagno della banca. Proviamo a vedere oggi quale interesse la banca applica: a chi versa il denaro quale interesse da?! Diciamo poco o anche nulla, visto le commissioni che la banca chiede per i servizi annessi. Mentre a chi concede in prestito il denaro, oltre ad un interesse non irrilevante, la banca richiede garanzie reali (i cosi detti “beni al sole” ovvero gli immobili) o altre garanzie reali come altro denaro (in garanzia)o titoli che poi gestirà generando un ulteriore guadagno. Continue reading