BANCHE: UN POZZO SENZA FINE, ORA L’ANATOCISMO

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Così si legalizza l’anatocismo vietato dalla legge. Insomma lo scandalo banche, sembra un pozzo senza fine. 

È la denuncia che parte dal tributarista di Noale, Alberto De Franceschi che ha studiato la questione.

“Lo avevo evidenziato in agosto – spiega l’esperto – e oggi sono partite da VENETO BANCA le notifiche ai correntisti con cui si chiede di sottoscrivere l’addebito in conto corrente degli interessi passivi”.

Dalla circolare trasmessa da Veneto Banca infatti si legge che è entrata in vigore la nuova normativa sulle modalità di regolamento degli interessi in conto corrente, pertanto si legge “gli interessi debitori maturati sono contabilizzati separatamente rispetto alla quota capitale e diventano esigibili il 1.marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati e comunque al termine del rapporto per cui sono dovuti. Il cliente può autorizzare preventivamente l’addebito degli interessi esigibili sul conto corrente. In questo caso la somma addebitata è considerata quota capitale”.

“Questo – spiega De Franceschi – serve a far capitalizzare e maturare, in caso di saldo negativo, ulteriori interessi passivi. Ebbene, sappiate che questa procedura è illegale”. L’anatocismo infatti previsto dall’articolo 1283 del codice civile recita: “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”.

Ma la giurisprudenza non autorizza il pagamento degli interessi composti sulle quote di debito (capitale e interessi) che non sono state regolarmente pagate a scadenza.

“Nonostante i divieti, come al solito – incalza De Franceschi – si vogliono favorire le banche e nonostante il disposto normativo del D.L. 18 14/2/2016 convertito in Legge l’ 8.4.2016 numero 49, Capo IV Art. 17 bis, che riconosce l’illegalità da parte delle banche di capitalizzare gli interessi per produrre ulteriori nuovi interessi, si dà la possibilità al cliente di accettare tale capitalizzazione, pena il pagamento dell’interesse di mora”. Infatti ciò che sconcerta è proprio che nonostante esista una legge, questa, come rileva l’esperto è stata sormontata dal decreto del Cicr del Ministero delle Finanze.

“A tutela e stimolo alla sottoscrizione della clausola – spiega De Franceschi – è successivamente intervenuto il decreto del Cicr n. 343 del 3 Agosto 2016 nel quale si è inserita la possibilità di tale oscenità dando la facoltà al cliente di accettare con firma espressa la metodologia di capitalizzazione degli interessi, vedi le vergognose clausole all’articolo 4 punti 6 e 7. Insomma un divieto buttato dalla finestra e reintrodotto dalla porta scorrevole del Ministero delle Finanze”.

In questo modo il cliente può autorizzare preventivamente l’addebito degli interessi esigibili sul conto corrente, in questo caso la somma addebitata è considerata quota capitale. L’autorizzazione è revocabile dal cliente in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia luogo.

“Capiamo che inoltre, in assenza di autorizzazione all’addebito – aggiunge l’esperto – e in caso di mancato pagamento, sul debito da interessi la banca potrà applicare gli interessi moratori. Tutto ciò è inaccettabile. Una banca che promuove una pratica vietata è una follia da condannare”.

Ufficio stampa Alberto De Franceschi

Noale 9 gennaio 2017

SCEGLIERE GLI INTERESSI BANCARI, L’INGANNO PER I CORRENTISTI

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DAL 1.OTTOBRE I CORRENTISTI DOVRANNO DIRE QUALI INTERESSI SCELGONO, MA A RAGIONARCI SU, LE NUOVE REGOLE SONO VESSATORIE 

Oggi parliamo di banche, in vista della nostra diretta televisiva su Reteveneta di questa sera, vediamo quali tematiche affrontare.

Con l’introduzione delle nuove regole sui rapporti di conto corrente (vedi decreto 3 agosto 2016) siamo dinanzi a due importanti novità:
1. gli interessi passivi maturati non generano nuovi interessi per cui un debito non si amplifica nel tempo per effetto della capitalizzazione degli interessi;
2. gli interessi non sono immediatamente esigibili, in questo modo se si versano delle somme queste non pagano solo gli interessi lasciando il debito originario sempre lo stesso;

Finalmente giustizia, direbbe qualcuno, invece no!
La nuova regola è a discrezione del cliente correntista che può accettare comunque il precedente sistema.

A ragionarci allora ci chiediamo, quanto impiegheranno gli istituti bancari a inserirla come clausola vincolante? Da dire che se non sottoscritta non erogano alcuna linea di credito, finanziamento o altro.

Neppure per chi ha già ottenuto un finanziamento o una linea di credito sarà tranquillo, si vedrà recapitare una bella letterina dove gli diranno che le condizioni del contratto sono variate e che se non sottoscrive il nuovo contratto dovrà risolverlo con pagamento dello scoperto o finanziamento residuo.
Che dire il solito metodo di fare per non cambiare nulla.