EQUITALIA: PRONTO IL MODELLO PER OTTENERE LO SCONTO SULLE CARTELLE

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L’ESPERTO TRIBUTARISTA DE FRANCESCHI “OCCHIO ALLE SCADENZE, NON ASPETTATE TROPPO

Ecco il modello per poter ottenere uno sconto sulle cartelle di Equitalia.
Come è stato reso noto sarà possibile inviare via pec (l’elenco a pagina 4 del modello) la richiesta di adesione.
La definizione prevede di poter definire tutte le cartelle riguardanti imposte e tasse (IRPEF, IRES, IVA, INPS, IRAP, ICI, IMU, etc) oltre alle sanzioni per le violazioni del codice della strada. ovviamente queste devono essere un ruolo, quindi deve essere stata notificata al soggetto una cartella e solo da Equitalia.
La “definizione agevolata” qualora sottoscritta chiude qualunque contenzioso tributario in essere.
In presenza di un pagamento rateizzato si dovranno pagare le somme residue e si guadagnerà così uno sconto (circa il 39%) pagando una minor sanzione e interessi.
Qualora la somma da pagare non fosse nelle disponibilità economiche e finanziarie del contribuente potrà essere richiesta una rateizzazione di 4 rate con una dilazione temporale massima fino al 2018. In questo caso si deve considerare che le rateizzazioni concesse sino a ora sono per una durata da 6 a 10 anni ma accettando le agevolazioni concesse verranno ridotti i tempi di pagamento e di conseguenza le rate saranno più pesanti.
E’ stato chiarito che il contribuente ha la possibilità e non l’obbligo di accettare la definizione agevolata, pertanto se non è in grado di pagare la nuova rata mantiene quella in essere.
Un aspetto importante della questione è che è una norma esclusiva per i soli ruoli di Equitalia per cui le imposte e le tasse che non sono state pagate a Equitalia non hanno alcuna riduzione o sconto.

Per fare alcuni esempi le rateizzazioni concesse dall’Agenzia delle Entrate, quelle fatte dalle pubbliche amministrazioni (Comuni, Regioni, INPS, INAIL, etc.).
Il termine per presentazione la domanda è il 23 GENNAIO 2017 e entro il 24 APRILE 2017 Equitalia darà una risposta di accoglimento alla domanda presentata.

 

Ufficio Stampa, Alberto De Franceschi

Esperto di fisco e tributarista

Noale, 5 novembre 2016

MA IL VENETO RESTA SEMPRE A BOCCA ASCIUTTA?

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Da una tabella proposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vediamo che delle opere pubbliche incompiute (ben 34) ne rimangono da fare 34, cioè tutte.

“Mi fa alterare – attacca il tributarista Alberto De Franceschi –  che si parla di opere pubbliche come la Pedemontana che è ancora ferma per le diatribe tra JP Morgan e la Cassa Depositi e Prestiti e ancorata da uno stato che non sblocca i fondi”.

Dalla Regione fanno sapere che la Pedemontana, quella Salerno Reggio Calabria del Nordest che è già costata allo Stato ben 615 milioni di euro, ben oltre i 243 milioni ipotizzati nel 2003, si farà.

Attualmente per far ripartire i lavori mancano 1,6 miliardi, per completare questa arteria che collega le province di Treviso e Vicenza. Da mesi il governatore del Veneto, Luca Zaia sta conducendo una battaglia con il premier Matteo Renzi perché venga dato via libera a un prestito obbligazionario garantito dalla Cassa Depositi. Nel 2003 la superstrada viene dichiarata tra le infrastrutture di interesse nazionale per le quali concorre l’interresse regionale. Ma con il passare degli anni i costi dell’opera sono lievitati.

“Inutile dire – dice De Franceschi – che i 576.287.353 milioni di euro sono fermi in cerca di una copertura. Nella lista locale delle opere incompiute possiamo leggere anche quei 122.900.000 milioni di euro sul riequilibrio geologico di Venezia. Poi se proseguendo nella lettura della tabellina, credo che, nelle 113 opere pubbliche della autonoma regione Sicilia (quella che poi richiede fondi allo stato per pareggiare il bilancio regionale), così come nelle 91 opere della Puglia, e in quelle 53 del Lazio, ci siano di sicuro opere dove la magistratura oggi ha molto da indagare. Opere simili alla storia del Mose per intenderci. Insomma chi ci governa – incalza De Franceschi – continua tranquillamente a usare il Veneto come un salvadanaio dove attingere i fondi per pagare tutto, ma non pensa minimamente a investire sulle opere infrastrutturali pubbliche. Così facendo si fa perdere la competitività economica alla regione, che, senza opere, deve competere con chi di fondi ne investe continuamente (vedi Germania, Austria, Croazia e via dicendo).“Oggi – scrive la Corte dei Conti in una relazione del dicembre 2015 – il costo di realizzazione ha superato, con gli oneri capitalizzati, i 3 miliardi, anche a causa del necessario, continuo miglioramento progettuale e delle opere compensative richieste dagli enti locali». I problemi starebbero tutti nelle difficoltà di recuperare i soldi necessari a finanziare l’opera. Nella relazione della Corte infatti si legge che a oltre sei anni dalla stipula della convenzione non è ancora disponibile gran parte del capitale privato per la realizzazione dell’opera.

Riflettiamoci sopra perché le vittime della crisi pagano questo pegno perdendo la propria azienda, il proprio lavoro, la propria casa e via dicendo e purtroppo nella tecnica della “distrazione di massa” tutto passa sottobanco”.

 

Ufficio Stampa Alberto De Franceschi,

esperto di fiscalità e tributarista

Noale, 5 novembre 2016

 

 

CORRUZIONE? E’ UN PROBLEMA CULTURALE

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PER ELIMINARE LA CORRUZIONE SERVE CAPITALE COGNITIVO

Sì è svolto positivamente il convegno nell’ Università degli Studi di Padova sul tema della corruzione, del 26 ottobre scorso. Un evento organizzato da Aicq (Associazione italiana cultura qualità), una federazione senza scopo di lucro che vuole diffondere la cultura e i metodi per pianificare, costruire e certificare la qualità. A moderare l’incontro il noto tributarista di Noale, Alberto De Franceschi.

A parlare anche Mariastella Righettini, docente della universitas patavina, del dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali che ha trattato la cultura della trasparenza.

“Possiamo considerare che la corruzione nel nostro paese è un male che leggiamo tutti i giorni anche, e non solo, nella pubblica amministrazione – ha esordito il tributarista De Franceschi – esaminando il problema alla radice è sicuramente da addebitare a un sistema culturale che non forma i cittadini al rispetto delle regole. Anzi molte volte si incentivano le astuzie piuttosto che l’intelligenza e l’onestà. Lo abbiamo visto in molti fatti della cronaca: dal Mose, il più grande sistema corruttivo italiano, alla mafia capitale, all’ Irpinia, fino a giungere al recente dossier della Fondazione David Hume- Sole 24 Ore. Tutto questo ha fatto apparire l’Italia infestata dalla corruzione”.

De Franceschi si riferisce alla recente stima del fenomeno della corruzione che in Italia parrebbe aggirarsi a 60 milioni di euro. Nel dossier della Fondazione David Hume- Sole 24 Ore le cause sono: la mancanza di una cultura di libero mercato, una scarsa dinamicità del capitale sociale e nello specifico un peso troppo scarso delle donne in politica, oltre a una inadeguata valorizzazione del capitale umano.

“Alla base di questi fattori – incalza De Franceschi – è evidente l’unica matrice, ossia la cultura che non forma, sia in ambito familiare che scolastico. I cittadini non rispettano le regole e quando si trovano davanti alle norme l’atteggiamento è sempre quello di fare di tutto per non rispettarle, magari con astuzia, anziché affidarsi all’intelligenza e all’onestà. Tutto questo è frutto di società arretrate. Storicamente abbiamo vissuto fino a mezzo millennio fa, in economie a somma zero (se qualcuno guadagna, qualcun’altro perde), dove la corruzione è appunto un gioco a somma zero”.

Un recente studio della Proceeding of the National Accademy of Science ha dimostrato che la corruzione è il lato oscuro della cooperazione: cioè le persone vedono di trarre illecitamente un vantaggio dalla cooperazione quando gli si presenta l’opportunità.

“Se si esamina la logica naturale dei comportamenti umani – aggiunge l’esperto professionista – possiamo constatare che ciò che tiene insieme le nostre società non è ciò che giudichiamo come buono e giusto. C’è chi sostiene che il “potere corrompe”. Così come chi ha dimostrato che l’esperienza psicologica del potere è associata alla ricerca del proprio interesse particolare. Si è pure dimostrato che questi soggetti hanno una “debole identità morale” mentre al contrario la forte identità morale vede incrementare la propria consapevolezza etica attraverso l’esperienza psicologica del potere. Come si costruisce una forte identità morale? Probabilmente con la nascita e la diffusione del pensiero scientifico. I sistemi giuridici di common law sono quelli dove si percepisce meno la corruzione, questo perché nella loro storia è fortemente presente la rivoluzione scientifica, che tra l’altro, ebbe inizio proprio in Italia.

Il sistema common law valorizza i fatti, la fiducia e la neutralità di giudizio come viene dimostrato da uno dei protagonisti Francis Bacon. Uno studio fatto in 125 paesi (Intelligence and Corruption del 2013) ha rilevato che dove ci sono livelli di prestazioni intellettuali più alti, la corruzione è più bassa. 
Si parla così di “capitale cognitivo”, ovvero quel livello di comprensione cognitiva (non meramente intuitiva) delle regole che è importantissimo per la qualità della vita economica e civile del paese. Forse sarebbe il caso di non far scappare quasi tutti i migliori cervelli che formiamo, e di far qualcosa per attrarne dagli altri paesi, in questo modo – conclude De Franceschi – si ridurrebbe  la corruzione.

Ufficio Stampa Alberto De Franceschi, esperto di fisco e tributarista,

Noale, 1 novembre 2016

GLI 8 PILASTRI DELLA CINA

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Vi ricordate il nostro tour de I 12 Pilastri?
L’avevamo portato in giro per i comuni delle tre province di Padova, Treviso e Venezia: una sorta di mini guida per le imprese e per i giovani che vogliono fare impresa.

Adesso anche la Cina propone i suoi 8 pilastri. Vediamo quali sono

1. Condividete visioni, obiettivi e strategia con il vostro partner
2. La governance deve essere chiara, ben definita e condivisa da tutti
3. E’ fondamentale avere un’organizzazione
4. Conoscete e informatevi prima sulla realtà locale, quello che dico sempre anch’io a chi mi segue
5. Per le decisioni strategiche devono prendere parte solo i manager, ma garantite un incentivo a ogni risultato
6. Analizzate tutti i canali di vendita per accrescere la vostra competitività
7. Cacciate i talenti più virtuosi, agli assunti bisogna garantire un percorso di formazione e delineare per ben le possibilità di carriera
8. Aumentate il livello di indipendenza produttivo e favorite soprattutto lo sviluppo delle risorse locali

Questi “pilastri” si inseriscono all’interno di un programma più ampio che prevede una maggiore flessibilità di regole per le imprese straniere che vanno a stringere accordi o aprono sedi in Cina. Rimane tuttavia l’obbligo di stipulare patti con le joint venture locali.

Quando noi avremo quest’obbligo?

‪#‎defranceschi‬ ‪#‎seguiteci‬ ‪#‎imprese‬ ‪#‎cina‬ ‪#‎giovani‬ ‪#‎jointventure‬‪#‎dodicipilastri‬

Volete fare Impresa? Ecco cosa dovete sapere

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Presentato il tour promosso dall’Associazione 2010, del tributarista Alberto De Franceschi, su come fare impresa. Un tour di serate che partirà da Santa Maria di Sala il martedì 1.marzo alle 20.30 e andrà avanti per tutto il mese. Tre le province toccate per un totale di 16 serate.

Cosa deve sapere un imprenditore per far crescere la propria impresa in modo sano e forte? Cosa può fare un giovane per avviarsi all’impresa? Continue reading

NOALESTART: A COSA SERVE?

Scan_Pic0001_mod3-2In questi giorni dopo il lancio del progetto in molti hanno voluto dare il significato e l’utilità di questa iniziativa. Io voglio fare una considerazione che mi sorge dopo aver letto i giornali del 31 Marzo qualche giorno dopo la presentazione che titolavano: “Notte da incubo in discoteca a Noale. Alcol e risse tra minorenni finiti in ospedale“. Ecco ad una prima analisi si potrebbe pensare che le due cose non hanno attinenza, poi io penso a Riccardo Donadon ed alle sessioni notturne della sua H-FARM dove stimola i suoi ragazzi ad utilizzare la propria energia ed entusiasmo in quei famosi workshop che durano anche tutta la notte, e a cercare di creare soluzioni su reali  progetti di lavoro e di ingegno. La soddisfazione arriva a palla quando hanno trovato una soluzione innovativa ed accattivante che gli fa vincere la sfida e ottiene l’esecuzione di un progetto. Fantastico!!! Competitività, ingegno, energia allo stato puro, altro che sballo etilico, ecco anche a cosa serve un’iniziativa come NOALESTART, crea speranza, prospettive, stimola a crescere su modelli sani e rispettosi. Se si arriva a tutto questo si comprende bene che tutto il resto è e rimane solo FUFFA.

fonte: il Gazzettino del 31/3/2014

fonte: il Gazzettino del 31/3/2014