DE FRANCESCHI: UN TRIBUTARISTA IN TOUR

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ALBERTO DE FRANCESCHI: UN TRIBUTARISTA IN TOURNÉE

Il consulente fiscale di Noale e Albignasego stamattina era alla trasmissione condotto da Fabrizio Stelluto, Approfondimenti, su 7Gold Tele Padova.

Perché in tournèe?

Perché lui da marzo sta organizzando il tour de I 12 PILASTRI e mai di questi tempi è più attuale. Fabrizio Stelluto lo ha intervistato per noi.

Lei è un tributarista in tournèe, come mai ha creato questo evento?

“Stiamo portando in giro questo tour perché c’è bisogno di fare impresa. I 12 Pilastri sono i 12 principi che servono all’imprenditore per far crescere la propria impresa solida, forte e sana e per essere competitivi sul mercato. Nel momento in cui dobbiamo essere competitivi infatti servono dei piani. Gli imprenditori o chi si accinge ad aprire un’attività devono scrivere sulla carta cosa vogliono fare, devono avere un piano, un’organizzazione. Purtroppo si pensa solo alle tasse che si pagheranno ma la tassazione è una proporzione sul reddito. Se non c’è reddito non ci sono tasse. E se c’è reddito ci sono, è per quello che io dico ai miei imprenditori: non chiedermi quante tasse paghi, ma chiedimi quanto guadagni. In tutto questo però c’è qualcosa che non va bene. In giro c’è cattiva informazione per fare impresa. Ora più che mai serve spiegare ai ragazzi giovani cosa devono fare e come si devono approcciare al mondo dell’imprenditoria.

Lei dice che il futuro del commercialista sarà affiancare l’imprenditore. Ma sto “povero cristo” dell’imprenditore del Nordest, che magari si è fatto da sé come fa?

“Infatti non va più bene farsi da sé, bisogna parlare di competenze e chi ha competenze deve essere qualificato. Devo basare la mia impresa su dei meccanismi che sono economici. Questa settimana ho avuto un caso di un signore che ha un’acciaieria, i figli hanno rovinato il lavoro del padre, perché costui ha impegnato di più i figli nel lavoro manuale, ma il mondo imprenditoriale ora ha bisogno di studio, di corretta informazione, di formazione”

Per quanto riguarda la Brexit, secondo Lei quali sono le conseguenze dell’economia del Nordest?

“Dobbiamo parlare su una macroarea. Ora ci saranno dei dazi doganali da pagare. Ho incontrato un’associazione dei produttori di carne e loro sono preoccupati proprio per questi. Per quanto riguarda il turismo invece gli arrivi da parte della Gran Bretagna sono milioni durante la stagione estiva. La conseguenza sul turismo è sempre legata a un’ economia monetaria. Una delle lamentele dei giovani infatti è stata che andare a Londra ora non è economicamente conveniente. Questo è importante, dobbiamo chiederci se la Brexit aumenterebbe ancora di più il costo della vita a Londra”

Però potrebbe non aumentare su altre tratte…

“La Gran Bretagna fa parte del common wealth. Le dogane in genere producono un abbassamento del pil. Questi giorni hanno detto facciamo un hub fiscale, l’ Irlanda è polo di attrazione per soggetti tipo google, microsoft ecc, l’alternativa sarà Parigi o Berlino, ma noi dobbiamo puntare all’ Italia.

Quindi le conseguenze per il Nordest sono limitate?

“Sì, ci sono comunque ampi spazi di manovra, derivanti dalla Brexit. Cioè possiamo muoverci bene e convincere ora i nostri giovani e le nostre eccellenze a rimanere qui”.

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Volete fare Impresa? Ecco cosa dovete sapere

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Presentato il tour promosso dall’Associazione 2010, del tributarista Alberto De Franceschi, su come fare impresa. Un tour di serate che partirà da Santa Maria di Sala il martedì 1.marzo alle 20.30 e andrà avanti per tutto il mese. Tre le province toccate per un totale di 16 serate.

Cosa deve sapere un imprenditore per far crescere la propria impresa in modo sano e forte? Cosa può fare un giovane per avviarsi all’impresa? Continue reading

La disavventura di Marco Zanin con le banche e l’importanza di un buon Business Plan

20151009_108511_imrenditpreGiovani imprenditori, quando chiedete un finanziamento in banca presentate sempre il vostro business plan.
Non è strano, anzi è il vostro biglietto da visita.

Quando ci si approccia alla banca ci si approccia a un mercato finanziario non a un ente di beneficienza, quando una persona va in banca ci deve essere la certezza del rimborso, cioè il mutuo che io chiedo va restituito, rimborsato.
Occorre quindi presentare le garanzie.

Anni fa purtroppo sono stati erogati migliaia di prestiti e di finanziamenti anche a chi non poteva risanare il debito e ora i risultati si vedono.

Il mio monito arriva soprattutto in seguito alla vicenda di Marco Zanin, imprenditore di Mareno di Piave, nel trevigiano, 27 anni che, all’atto di chiedere un prestito in banca, si è sentito rispondere che si sarebbe dovuto presentare con i genitori.
Marco allora non ci sta, chiama i giornali e il suo caso fa il giro delle tv anche nazionali. Ma, c’è un ma. Ed è il business plan. O meglio il conto della serva.
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LE INVASIONI BANCARIE

12170443_10207903973701853_2039183893_nMolto si è discusso in questi giorni quando è apparsa la notizia di un giovane di 27 anni a cui una banca non ha permesso di accedere al credito se non con le garanzie patrimoniali (c.d.”la firma”) dei genitori, anche in presenza di un fatturato in crescita e la richiesta verso la banca, era sorta per aumentare il proprio organico dei dipendenti.

Il caso merita quindi una riflessione. Ma qual è il business model della banca?

Ad analizzare quello in uso sin dall’inizio del XV secolo a Firenze dove sorsero le “lettere di credito e buoni del tesoro” e un’ottantina di banche facevano prestiti a Re, Imperatori e Papi, è quello che nasce dal semplice meccanismo di raccogliere denaro da risparmiatori e concederlo in prestito ad altri.
In questo semplice meccanismo ci sono due momenti fondamentali:
il primo, quando il denaro viene concesso per farlo fruttare, il secondo quanto viene dato in prestito ricevendo un compenso.

La differenza tra i due tassi d’interesse rappresenta il guadagno della banca. Proviamo a vedere oggi quale interesse la banca applica: a chi versa il denaro quale interesse da?! Diciamo poco o anche nulla, visto le commissioni che la banca chiede per i servizi annessi. Mentre a chi concede in prestito il denaro, oltre ad un interesse non irrilevante, la banca richiede garanzie reali (i cosi detti “beni al sole” ovvero gli immobili) o altre garanzie reali come altro denaro (in garanzia)o titoli che poi gestirà generando un ulteriore guadagno. Continue reading

L’ITAGLIA DI MARCO

L'Itaglia di Marco

Leggo oggi sul giornale che un giovane imprenditore di Mareno di Piave (Treviso), Marco Zanin, di 27 anni è “umiliato dalla banca“, perché non gli concede credito per ampliare la propria azienda, se questa non ottiene anche la firma dei genitori a garanzia.

Mi viene da dire che passa il tempo ma il malcostume degli istituti di credito di garantirsi al 200% rimane! Queste situazioni le ho viste e sentite sin dal lontano 1989 quando ho iniziato la mia attività professionale.

Siamo nel 2015, con l’entrata del bail-in dal 2016 che faranno?

Saremo noi che gli richiederemo opportune garanzie per i soldi che lasciamo nei conti correnti, o meglio chiederemmo che si presentino con i “genitori” per firmarci una fidejussione prima di aprire un conto corrente o fare un deposito superiore a 100.000 euro (valore che si abbasserà).

Caro Marco, spero tu possa leggere questo mio scritto Continue reading