Accordi Ceta: all’appello mancano 255 prodotti italiani. Li buttiamo via?

ceta_accordo

Accordo Ceta: il Parlamento europeo approva. Peccato che dei 291 prodotti italiani D.O.P o I.G.P. ne siano tutelati soltanto 36. Questo vuol dire nemmeno un terzo. Anzi un sesto.

Ho esaminato il Ceta, il “Comprehnsive Economic and Trade Agreement” che stabilisce le regole per l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada.

Una volta applicato, occorrerà ora attendere l’ok del Canada, offrirà alle imprese europee nuove opportunità commerciali in Canada e favorirà la creazione di nuovi posti di lavoro in Europa. Inoltre dovrebbe servire a eliminare i dazi doganali, aprire il mercato dei servizi e tutelare il marchio Ue, al fine di prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell’Unione Europea.

Se questo sembra tutto conveniente, l’Italia sembra sempre restare a bocca asciutta, e in questo caso mi verrebbe da dire in tutti i sensi.

Secondo il Ceta l’ Italia ha 41 destinazioni geografiche tutelate e 36 prodotti agroalimentari, di cui 19 prodotti Dop e 17 Igp. E tra questi si va dall’ aceto balsamico di Modena, all’ arancia rossa di Sicilia, all’ Asiago fino alla bresaola della Valtellina, o al prosciutto di Modena, al pecorino sardo, al taleggio fino alla fontina. Questo vuol dire che 36 dei 143 prodotti che sono stati scelti nell’accordo, saranno tutelati gli altri no. Sin dal primo giorno di attuazione del Ceta, il Canada abolirà dazi sulle merci originarie dell’Ue per un valore di 400 milioni di euro.

“Il Ceta – si legge nella nota informativa – costituisce un importante passo avanti anche per molte piccole e medie imprese di comunità rurali che commerciano in prodotti agricoli; tali imprese potranno infatti trarre vantaggio dal fatto che il Canada ha accettato di proteggere 143 prodotti tipici di specifiche zone geografiche dell’Ue. Nell’ambito del Ceta saranno protetti i prodotti alimentari e le bevande più esportati, come il formaggio francese Roquefort, l’aceto balsamico di Modena e il formaggio olandese Gouda. I prodotti europei godranno di una protezione dalle imitazioni analoga a quella offerta dal diritto dell’Unione e non correranno più il rischio di essere considerati prodotti generici in Canada”.

Peccato però che in Italia di prodotti Dop e Igp ne abbiamo molti di più. (Basta dare un occhio all’elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite – Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 – aggiornato al 25 gennaio 2017).

In più il Ceta non è altro che la riproposizione dei TTIP. L’avevo già detto ad agosto quando Carlo Calenda aveva chiuso la questione TTIP che l’affare non era chiuso affatto. Se ne sarebbe riparlato con un nuovo nome e format. Ebbene, dopo sei mesi, detto fatto, arriva Ceta, partito come accordo Ue e Canada, ma oggi sostituito a tutti gli effetti dal TTIP. In questo accordo perdiamo la nostra unica potenzialità agro alimentare. Inutile dire che hanno riservato una agevolazione protezione di 143 prodotti europei, di cui solo 36 sono italiani. Ne abbiamo molti di più. Ancora una volta l’ Europa distrugge la nostra unica “musina” economica, togliendo dazi e vincoli per tutti i prodotti esclusi nella lista. Una lista che dovrebbe tutelare e che invece apre le porte a prodotti spazzatura, copiati e fatti in serie. 

Tributarista Alberto De Franceschi

Noale 17 febbraio 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *